La linea sottile tra divulgazione e valutazione scolastica: riflessioni sul caso del Professor Schettini

Pubblicato il 26 febbraio 2026 alle ore 10:06

La linea sottile tra divulgazione e valutazione scolastica: riflessioni sul caso del Professor Schettini

La scuola e i giovani sono temi centrali per il futuro della nostra società, motivo per cui le recenti polemiche che hanno coinvolto il Professor Schettini, un docente noto per il suo metodo divulgativo, meritano un'attenta analisi. Quando l'istruzione viene toccata dall'interno in questo modo, chi ha a cuore le "anime fragili" dei nostri ragazzi non può restare indifferente.

La controversia nasce da una dinamica ben precisa introdotta dal professore: l'assegnazione di un "voto in più" per le interrogazioni o le verifiche scritte a quegli studenti che partecipano alle sue dirette online e rispondono correttamente alle domande.

Per analizzare lucidamente la questione, è necessario scindere l'attività di divulgazione dal ruolo di valutatore. La creazione di contenuti didattici aggiuntivi, paralleli alla scuola ordinaria, è un'iniziativa lodevole e bellissima. Il servizio scolastico d'istituto deve rimanere il pilastro formativo gratuito e sacrosanto del giovane, ma l'impegno di quei docenti che, fuori dall'orario di lavoro, approfondiscono gli argomenti sulle varie piattaforme digitali è una risorsa inestimabile. Io stesso, in passato, ho tratto enormi benefici ascoltando ore di video e lezioni extra offerte da professori appassionati. Inoltre, il fatto che queste piattaforme possano portare monetizzazione o altri vantaggi a chi crea i contenuti è del tutto irrilevante ai fini dell'apprendimento.

Tuttavia, il problema insorge e lascia basiti nel momento in cui la fruizione di questi contenuti esterni viene intrecciata con la valutazione scolastica. I contenuti extra-scolastici non devono mai essere resi obbligatori (nemmeno in modo indiretto) e, soprattutto, non devono essere oggetto di valutazione.

Lo studente deve essere giudicato esclusivamente per il lavoro e l'impegno dimostrati all'interno del percorso scolastico istituzionale. Legare i voti scolastici alla partecipazione a live private, quasi utilizzando la valutazione come una "minaccia" o una leva, è deplorevole. Questo tipo di dinamica rovina il concetto stesso di scuola, compromette l'integrità della figura del docente e rischia di gettare un'ombra su tutto il buono che i tanti professori fanno sacrificando il loro tempo libero per la divulgazione.

Il tempo trascorso in classe è oggettivamente poco e le nozioni meriterebbero sempre più spazio, ma questo non autorizza a trasformare l'istruzione in una dinamica privata per ottenere voti in più.

La speranza è che questa polemica non vada a frenare o influenzare negativamente l'ottimo lavoro di divulgazione scientifica e culturale fatto finora, sia dal Professor Schettini che da altri docenti. Questa attività deve continuare a prosperare, ma con una regola imprescindibile: deve essere un approfondimento libero, aperto a tutti e che non vada in alcun modo a intaccare il programma scolastico e la fase di valutazione ufficiale degli alunni. Questo è l'unico approccio possibile per chi ha davvero i giovani e la scuola nel cuore.

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